Vorresti monitorare la tua vista comodamente da casa? Prova il nostro Test Visivo di Autovalutazione che ti aiuta ad avere un’idea del tuo benessere visivo: questo strumento ti permette di valutare alcuni aspetti chiave della tua visione e a riscontrare eventuali anomalie comodamente da casa.
Questo test NON sostituisce in alcun modo una visita optometrica o medico-oculistica approfondita presso un professionista della visione.

Istruzioni per il Test Visivo di Autovalutazione:
Nel caso in cui utilizzi lenti progressive, indossale in una posizione naturale, proprio come faresti normalmente durante le tue attività quotidiane.
Questi risultati possono darti un’idea generale della tua performance visiva, ma ricorda che questo test non sostituisce una valutazione professionale.
Quanto spesso devi fare un controllo della situazione visiva? Clicca QUI per saperne di più!
Ricordati sempre di pianificare regolari controlli optometrici per mantenere il tuo benessere visivo al massimo.
La prevenzione è la chiave per una buona visione!
Descrizione dei test

La Misurazione del Visus determina la qualità della tua vista, serve a stabilire la capacità degli occhi a distinguere i dettagli e si misura in n/10 (decimi).
Avere i 10/10 (dieci decimi) abitualmente indica una vista normale. Spesso questo valore viene superato raggiungendo anche i 12/10 ed oltre.
Altre volte questo valore non si raggiunge malgrado l’interessato riferisca di vedere bene.
Il Visus viene misurato sia da lontano che da vicino e in caso di presenza di difetti di vista può avere valori differenti a secondo delle condizioni refrattive soggettive.

Il test bicromatico può essere eseguito sia da lontano che da vicino.
Nel nostro Test di Autovalutazione viene eseguito monocularmente, cioè un occhio per volta, ma in studio può essere eseguito anche binocularmente, cioè con entrambi gli occhi aperti.
Il test funziona anche se è presente carenza nel riconoscimento dei colori (discromatopsia).
Con questo test si valuta la posizione del fuoco immagine: lo sfondo rosso focalizza posteriormente al piano retinico, quello sul verde invece anteriormente.
Il soggetto miope, ad esempio, vedrà quindi meglio le lettere sullo sfondo rosso, al contrario, l’ipermetropre preferirà le lettere su sfondo verde.

Questo test soggettivo viene utilizzato per valutare la presenza di un’eventuale astigmatismo, un difetto visivo che impedisce la messa a fuoco adeguata degli oggetti.
La condizione ottimali in questo test è quella di vedere tutte le righe allo stesso modo.
Vedere alcune righe più nitide ed altre più sfuocate su qualsiasi valore del quadrante indica presenza di astigmatismo, o astigmatismo non totalmente corretto se si indossa già un occhiale o lenti a contatto.
Solitamente le righe più nitide sono viste su numeri contrapposti, ad es. 12 e 6, 2 e 8, 10 e 4, ecc.

La Griglia di Amsler è un reticolo a righe verticali e orizzontali utile per controllare in modo semplice la presenza di alterazioni retiniche.
La griglia è uno strumento di diagnostica che aiuta a rilevare patologie della retina, in particolare della macula. Questo test è di competenza dell’oculista in quanto mira a rilevare delle patologie, pertanto un esito positivo (cioè vedere delle distorsioni delle linee) implica la necessità di un immediato consulto oculistico.

La Griglia di Amsler è un reticolo a righe verticali e orizzontali utile per controllare in modo semplice la presenza di alterazioni retiniche.
La griglia è uno strumento di diagnostica che aiuta a rilevare patologie della retina, in particolare della macula. Questo test è di competenza dell’oculista in quanto mira a rilevare delle patologie, pertanto un esito positivo (cioè vedere delle distorsioni delle linee) implica la necessità di un immediato consulto oculistico.

Questo test serve per verificare se vi sia presenza di una visione simultanea dei due occhi.
Normalmente ogni occhio invia delle informazioni al cervello che elabora mettendole insieme e generando la sensazione visiva attraverso la ricostruzione delle immagini che riproducono il mondo che ci circonda.
Spesso però il cervello dà più retta ad un occhio rispetto all’altro e quando questo fenomeno risulta più accentuato si possono verificare delle anomalie e dei disturbi.
Per lavorare correttamente insieme gli occhi devono prima di tutto essere in grado di vedere allo stesso modo e poi che le aree cerebrali dedicate alla visione binoculare siano adeguatamente sviluppate ed allenate.
Questo test rileva quindi se gli occhi sono in grado di funzionare insieme sfruttando un meccanismo detto Rivalità Retinica che genera un immagine a mosaico composta da zone più o meno grandi con linee verticali e zone con linee orizzontali, che si alternano ad intermittenza.i delle linee) implica la necessità di un immediato consulto oculistico.

Mantenendo lo sguardo fisso sulle immagini è possibile vedere emergere dallo sfondo una figura tridimensionale. Si tratta infatti di immagini stereoscopiche, o per la precisione di stereogrammi (o meglio autostereogrammi), che sono bidimensionali ma progettate ad hoc per fornire un’illusione ottica di profondità.
Il principio di funzionamento di queste foto è determinato proprio dalla nostra capacità di percepire la terza dimensione, modificando l’angolo di convergenza dello sguardo.
Questo test sfrutta la capacità più alta del nostro sistema visivo, cioè quello di percepire la tridimensionalità dello spazio, quindi la sua profondità. Perché questa funzione sia presente è necessario da parte del cervello un corretto utilizzo delle informazioni provenienti da entrambi gli occhi che sono sempre lievemente differenti. Ciò viene misurato attraverso la valutazione dell’Acuità Stereoscopica, un test eseguibile in studio.
Il test utilizzato in questo caso verifica solo la presenza della stereopsi e richiede anche un’abilità nel controllo dei movimenti oculari modificandone la posizione di allineamento e puntando ad una distanza maggiore di quella in cui è posizionato il cellulare.
Per alcuni potrebbe risultare molto facile se si è avuto già esperienza con queste immagini, per altri molto difficile e per altri impossibile se non posseggono un corretto utilizzo simultaneo dei due occhi.

Questo test serve per valutare quanto precisi sono i movimenti degli occhi e quanto si è in grado di controllarli.
Il movimento degli occhi è qualcosa che si da per scontato e raramente viene valutato.
C’è da dire però che i problemi legati a disordini della motilità oculare (soprattutto nei bambini) sono molto più frequenti di quanto si possa immaginare e spesso causano disturbi che vengono confusi con altre problematiche.
Difficoltà nella lettura, difficoltà di apprendimento, dislessia, problemi attentivi e di concentrazione, spesso nascondono o sono aggravati da problemi legati alla scarsa capacità e controllo nei movimenti oculari.
